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POLITICA
Coop, (forse) si schiarisce la situazione
17 giugno 2008
«La Commissione Ue intende vagliare attentamente gli obiettivi di efficienza e uguaglianza perseguiti dal modello cooperativo alla luce di eventuali distorsioni della concorrenza che le misure potrebbero indurre. In questa fase preliminare, e'scritto in una nota ufficiale, ritiene che le misure fiscali potrebbero non costituire aiuti di Stato a determinate condizioni e che quelle che configurano aiuti siano per lo più compatibili».

«Intendiamo escludere le agevolazioni fiscali ingiustificate a vantaggio delle grandi cooperative»

«Per le grandi cooperative e per le cooperative non mutualistiche, la deduzione e' ritenuta nella sua totalita' aiuto di stato, dal momento che la cooperativa assomiglia di piu' ad un'impresa lucrativa e che i suoi membri non vi partecipano realmente»

Le frasi qui riportate sono copiate ed incollate da una nota della commissione europea circa la situazione di assoluto privilegio fiscale e non solo di cui si beano le coop in Italia.
La battaglia che molti imprenditori portano avanti silenziosamente da anni pare finalmente aver smosso le acque tanto da ottenere un parziale avallo anche dall’Unione Europea. Da Bernardo Caprotti (patron della catena di supermercati Esselunga che con il suo libro “Falce e Carrello” pose il problema al grande pubblico) in giù si esprime soddisfazione per quello che potrebbe essere il primo passaggio di un – immaginiamo – lunghissimo iter che potrebbe portare la Ue a regolarizzare la posizione delle società cooperative che in Italia godono di aiuti e privilegi immotivati, come ad esempio una tassazione al 10%, oltre la metà rispetto alle imprese “ufficiali” che trattano la stesse merci alle stesse condizioni di mercato. “Il Giornale” portò alla luce qualche tempo fa la condizione disperata di un disabile, barista per conto di una cooperativa, pagato la miseria di 2 euro l’ora senza che nessuno muovesse un dito.

Le cooperative – si sa – rappresentano il vero conflitto di interessi della sinistra italiana. Esattamente come quello di Silvio Berlusconi. Solo che per il Cav. si parla solo del microcosmo che ruota attorno alle aziende del suo gruppo con un volume di affari annuo di circa 3 miliardi di euro. Per quanto riguarda le dorate cooperative, invece, è bene sapere che solo per la Legacoop il volume d’affari è di circa 46 miliardi di euro l’anno. Giusto per capire le proporzioni.

Comunque questo monito ci riempie di speranza (che speriamo non si riveli vana), e siamo sicuri, anzi sicurissimi, che al pari delle altri uscite della Ue, come quella sul riordino del sistema tv e su Rete4, questa troverà altrettanto spazio su giornali, tv e siti internet. O no?
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