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POLITICA
Elettori più arguti degli eletti
20 giugno 2008
Il sondaggio che Repubblica ha realizzato secondo il quale il 55% degli italiani è favorevole al discusso emendamento “blocca-processi” è estremamente esaustivo. Per due motivi. Il primo è che è realizzato da un giornale di sinistra e quindi, verosimilmente, il risultato è stato approssimato per difetto. Il secondo, ben più importante ancorchè inatteso, è che gli elettori di sinistra si sono dimostrati più svegli e arguti dei loro rappresentanti parlamentari.

Hanno capito quello che c’era da capire, cioè che il famoso processo Berlusconi-Mills rientra sì nel provvedimento ma in modo assolutamente marginale tant’è che, emendamento o no, finirà in prescrizione essendo un procedimento campato in aria pieno di falle e di accuse indimostrabili. E inoltre hanno capito che i primi ad essere stufi di un possibile ritorno all’antiberlusconismo di estrazione comunista sono proprio loro. L’esatto contrario dello stato maggiore del Pd. Il quale farebbe bene, con un briciolo di onestà, ad ammettere che sta prendendo per i fondelli l’intero elettorato; il radicale cambio di strategia politica, infatti, non è certo dovuto al rispolveramento delle presunte leggi ad personam o alla commistione tra interessi privati e pubblici del Cav. come vuol far credere Veltroni, ma ad una presa di coscienza – iniziata con la debacle alle politiche di due mesi fa e conclusa con l’ecatombe delle amministrative in Sicilia – che la strategia dell’opposizione morbida fa acqua da tutte la parti e non soddisfa l’elettore medio che, da buon italiota, ha bisogno di un comodo bersaglio ideologico su cui sfogarsi.

E, a dimostrazione del marasma interno al Pd, arrivano le fresche dichiarazioni di Veltroni che giungono inaspettate nel momento di massimo splendore del governo Berlusconi, tra la Robin Hood tax e i provvedimenti contro i fannulloni di Stato, secondo cui c’è bisogno di una «nuova stagione politica»(ma questa non è iniziata appena un mesa fa?) e di una grande manifestazione in autunno. Contro chi si può immaginare, contro cosa non è dato saperlo. Appena troveranno un motivo plausibile, ce lo faranno sapere.
POLITICA
La deriva xenofoba
30 maggio 2008
Nella foto qui sotto vedete a destra Dario Chianelli, la pericolosa mente del raid neonazista xenofobo del Pigneto, abbracciato da un temibile camerata (a sinistra).

Intanto sentite come “Repubblica” commenta la vicenda e, più specificatamente, la foto in questione: «”A mujaddì, diglielo tu se so razzista, viè qua, mujaddì, spiegaglielo a tutti se so uno bravo”. Mujaddì è un algerino con una strana faccia da cinese, una birra king size in mano e l’aria già un po’ stonata alle 18.30 del pomeriggio. Abiti da lavoro incrostati di calce e vernice. Esegue, obbediente, abbraccia Dario Chianelli, si mette in posa per fotografi e telecamere e recita a soggetto: “Ma che razzista, lui bravissima persona, mai problemi, noi amici, quale razzista?”. Altro abbraccio, avanti il prossimo».

Notare il tono ironico, questo sì, vagamente razzista («algerino con strana faccia da cinese») e insinua che i due manco si conoscano, ma che posino volutamente davanti ai flash. Cosa non si fa per evitare di scusarsi a chiare lettere.

E, prima di chiudere, una simpatica rassegna stampa che dimostra come i moderati fogli radical-chic facciano informazione.


P.S.: Qualcuno punisca la "giornalista" Zappulla, una dei responsabili del ritorno della "strategia della tensione".


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permalink | inviato da oggi il 30/5/2008 alle 12:41 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
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