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sentimenti
Lettera aperta ad Oriana
15 settembre 2006

Cara Oriana,
             l’unica cosa che mi viene in mente adesso è: “Con te se ne parte la primavera”. Certo, De Andrè si riferiva ad una donna che faceva un mestiere molto più vecchio e diffuso del tuo, però il concetto della primavera che se ne va secondo me rende bene l’idea. La primavera che rappresentavi tu, con le tue battaglie inspiegabilmente in solitaria, senza nessuno che pubblicamente ti desse corda, salvo poi sfregarsi le mani al riparo da occhi indiscreti pensando: “Meno male che c’è qualcuno che lo dice”.

Sono tante le cose mi fanno incazzare in questi minuti. A partire dal fatto che da stamattina qualcuno – su qualche bettolaccia del web – starà scrivendo parole di gaudio sulla tua dipartita, compresi alcuni pseudointellettuali che non diresti mai. Mi fa incazzare – ripensandoci – il tuo ostentare la sigaretta come gesto di sfida alla vita; quante volte ti avranno detto di piantarla con il tabacco e tu, strafottente, declinavi l’invito espirando il fumo in faccia al malcapitato di turno. E’ un’incazzatura egoistica questa. Penso che se avessi smesso a tempo debito con quella robaccia, magari avrei potuto leggere altri tuoi articoli, altri tuoi libri.

Dire che mi mancherai è troppo scontato e patetico, anzi per l’esattezza è una di quelle frasi a cui tu avresti reagito con un insulto ben assestato. E forse non è neanche del tutto vero. Non mi mancherai tu, neanche ti conoscevo come persona (e ho la sensazione che neanche tu volessi che gli estranei carpissero cose della tua vita privata), ma quello che scrivevi – caspita – quello sì. Le tue lucide analisi, le tue grida di allarme che mi sembrava di udire realmente tanto erano lancinanti, le tue clamorose litigate. Mi fanno incazzare i coglioni della sinistra, quelli che davvero credono che tu potessi foderarti la giacca di tritolo e farti esplodere nella moschea vicino a casa tua. Ecco, questa gentaglia mediocre mi fa incazzare, che si atteggia ad essere superiore e non è nemmeno in grado di distinguere una provocazione.

Mi fa incazzare anche il fatto che ti hanno sempre dipinto come solista, come una combattente che vaneggia di libertà rubate, quando non è vero, credimi. Tre quarti d’Italia la pensa come te. Solo che un quarto non lo può dire (e sono i più vili) e l’altra metà non trova spazio adeguato su giornali e tv e sembra una minoranza esigua. Ma gente a cui veniva l’acquolina in bocca quando stava per arrivare un tuo pezzo ce n’è eccome. E chiediti perché Benedetto XVI ha voluto incontrarti, ha voluto vederti e giudicarti a quattr’occhi. Non lo so se l’altro ieri eri ancora lucida, o eri già in agonia, ma sappi che il nostro Papa (una delle poche persone che stimavi) ha detto frasi che ti avrebbero fatto sobbalzare dalla sedia dall’entusiasmo. Gli stessi concetti che, con maggior rabbia, esponevi tu. Di questo dovresti esserne felice, perché vuol dire che il tuo messaggio è in prossimità dei bersagli giusti.

Tu hai la pellaccia, cara Oriana, quindi non ti preoccupare se non vedrai grandi manifestazioni di cordoglio, tanto lo so che non te ne sarebbe fregato niente, al massimo qualche coccodrillo, qualche articolo, qualche migliaio di battute o poco più. Certo, se fosse mancata, chessò, Rossana Rossanda, allora ci sarebbero due giorni di lutto nazionale ma, cosa vuoi, è morta quella razzista che odia gli arabi, cosa ci vuoi fare.

Ora temo che non ci sia nessuno in grado di prendere il tuo posto, un giornalista per essere ascoltato deve avere fama, e non vedo attualmente qualcuno in grado di sostituirti per proseguire questa battaglia, dura ma non impossibile. Io ti prometto che nel mio piccolissimo la continuerò, cercherò di fare proselitismo nella mia ristretta cerchia di amici e conoscenti, e sono convinto che molti altri lo faranno. Non ti possiamo giurare che la vinceremo, anzi i momenti di sconforto sono e saranno parecchi, complice anche l’autolesionismo, disciplina in cui siamo maestri, ma ci proveremo.

Ciao Oriana, con te se ne parte la primavera…




permalink | inviato da il 15/9/2006 alle 18:28 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
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