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In mano a dei pazzi

Pazzesco. Incredibile. Neanche nel disastrato Sudamerica. Il futuro nel neogoverno è già appeso un filo. Del telefono. Un’altra montagna di intercettazioni giacciono nei cassetti di qualche giornalista servo ricevuto da qualche magistrato serpe. Molto più pesanti di quelle su Saccà. In queste il Cav. Si lancerebbe in excursus a sfondo sessuale riguardanti anche due ministre, verosimilmente la Carfagna e la Prestigiacomo. Sembrerebbe.

Tutto ciò è assurdo. 14 anni di sconfitte, poi l’ultima – ancora più tonante – ad aprile. La sinistra non riesce più a liberarsi di Silvio Belrusconi. E, avendo esaurito i mezzi politicamente leciti, ora punta alla distruzione della persona, non del politico, della persona. Venissero pubblicate quelle fantomatiche intercettazione sarebbe un cataclisma. Tutto perché al nostro presidente piace la figa. Non si è uniformato alla massa neanche in questo; avesse avuto intrallazzi con qualche valletto gay sarebbe intoccabile. In questo caso, no. C’è la figa di mezzo. Guai. Per non parlare di un potenziale divorzio dalla moglie, inevitabile se i rumors fossero credibili, che lo porterebbe anche alla distruzione finanziaria.

Insomma, sarebbe un successo su tutta la linea per l’Armata Rossa che, con in testa i propri arieti Csm e Anm, sfonderebbe le porte del castello di Palazzo Chigi ottenendo lo scalpo della potente vittima (a cui piace la figa, non qualcos’altro). 14 anni di storia dittatoriale del nostro paese spazzati via dalle forze del bene.

Abbiamo, dopo due anni tragicomici, un governo solido e stabile che ha già espresso proposte serie e leggi efficaci, un governo (soprattutto) eletto dalla gente a stragrande maggioranza. Non ci sono altre alternative per annientarlo, il nostro Cav. cascamorto, se non un bel golpe. Questi sono gli organismi che tengono in scacco la democrazia italiana. La magistratura e il Csm. Andate a cagare.

Pubblicato il 2/7/2008 alle 13.37 nella rubrica Diario.

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