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Marina e Pier Silvio, occhio che tocca a voi

La promulgazione da parte di Napolitano del lodo Alfano mette finalmente al riparo il premier dalle centinaia di persecuzioni giudiziarie perpetrate ai suoi danni da 14 anni a questa parte. Centinaia di perquisizioni a Mediaset senza mai trovare uno scontrino fuori posto, decine di processi risoltisi tutti in assoluzioni e prescrizioni, intercettazioni senza alcun fondamento giuridico spiattellate dai cronisti giudiziari dei miei stivali su tutte le grandi testate.

Fine. Sembrerebbe. Perché da qui all’autunno (o all’inizio del 2009) ce ne passa di acqua sotto i ponti. Questo è infatti l’arco di tempo stabilito dal governo e, in particolare, dal Guardasigilli per riformare la giustizia, argomento che per ovvi motivi sta molto a cuore al Cav.. Separazione delle carriere, ridimensionamento del Csm, controlli più serrati sulle fughe di notizie. Saranno 6 mesi di fuoco. Le toghe, con il loro apparato militarizzato dell’Anm, non daranno tregua. Ad eccezione di Berlusconi, pensiamo quanti sono i personaggi di sua fiducia che gli gravitano intorno, sia in ambito politico che imprenditoriale. Se solo a lui sono state riservate 8000 intercettazioni, figurarsi quanti altri altri potenziali «proiettili» detengano i magistrati nei propri caricatori. Insomma, Berlusconi non è affatto salvo; siamo sicurissimi che non lo pensa, diversamente sarebbe un ingenuo.

La magistratura, o almeno la sua parte militante, non si ferma davanti a niente, oltrepassano con menefreghismo anche il senso del ridicolo, hanno perfino respinto la richiesta di ricusazione di Nicoletta Gandus per il processo Mills motivandola con il fatto che «non c’è nulla di personale fra giudice e premier». Per questo è verosimile pensare che i prossimi bersagli siano altri: Pier Silvio e Marina, per esempio, figli del premier. Fossi in loro, limiterei le conversazioni telefoniche al più classico «butta la pasta», anche se persino questo potrebbe nascondere insidie; qualche esperto di linguaggio mafioso potrebbe attribuire il significato di «cadavere» alla parola «pasta», e su “Repubblica” campeggerebbe il titolone: “Berlusconi jr. assassino getta il cadavere da una rupe”.

Ma a parte gli scherzi, fossi uno di loro, non dormirei davvero sonni tranquilli.

Pubblicato il 24/7/2008 alle 12.33 nella rubrica Diario.

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